Chi crede non pensa; chi pensa non crede.- Arthur Schopenhauer
Chi crede non pensa; chi pensa non crede.
La brevità della vita, tanto spesso lamentata, potrebbe forse essere quel che la vita ha di meglio.
Anche per i più longevi, la vita è troppo breve in relazione ai progetti fatti.
La religione cattolica è un'istruzione a elemosinare il cielo, visto che sarebbe troppo incomodo guadagnarselo. I preti sono gli intermediari di questa elemosina.
Per vivere nel mondo è necessario prendere con sé una grande provvista di previdenza e d'indulgenza: la prima ci preserva da danni e perdite, la seconda da liti e brighe.
Ciò che occorre a tutte le religioni è un certo grado di diffusa ignoranza; quello è il solo elemento in cui possano vivere.
Mai si è vissuto tanto come quando si è pensato molto.
Per sottrarsi alla fatica di pensare, i più sono persino disposti a lavorare.
Chi pensa in tutto come il suo secolo è necessariamente nell'errore.
Il pensiero ingrandisce il nostro piccolo essere che è come un granello di sabbia di fronte all'eternità.
Tutta la vita dello Stato e della società è fondata sul tacito presupposto che l'uomo non pensi. Una testa che non si offra in qualsiasi situazione come un capace spazio vuoto non avrà vita facile nel mondo.
Chi pensa profondamente sa di aver sempre torto, comunque agisca e giudichi.
Penso come un genio, scrivo come uno scrittore brillante, e parlo come un bambino.
Pensare è sommamente nostro; sepolto nella privatezza più intima del nostro essere, È anche il più comune, usurato, ripetitivo degli atti. Questa contraddizione non può essere risolta.
La maggior parte pensa troppo poco per pensare doppio.
Chi pensa con la testa altrui difficilmente rischia di essere messo in minoranza.