Chi crede non pensa; chi pensa non crede.- Arthur Schopenhauer
Chi crede non pensa; chi pensa non crede.
Colui che con un temperamento flemmatico è solo un imbecille, con un temperamento sanguigno sarebbe un pazzo.
La parola di un uomo è il più duraturo dei materiali.
Verrà il tempo in cui l'idea di un dio creatore sarà considerata, nella metafisica, come ora si considera quella degli epicicli nell'astronomia.
Si sappia che le menti scadenti sono la regola, le buone l'eccezione, le eminenti rarissime e il genio un miracolo.
Le menti scadenti sono la regola, le buone l'eccezione, le eminenti rarissime e il genio un miracolo.
Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto.
Solo quando pensiamo intensamente a cosa è già stato pensato comprenderemo il senso corretto di quello che è già stato pensato.
Noi siamo come i nostri pensieri ci hanno fatto; perciò state attenti a cosa pensate.
Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta.
Per sottrarsi alla fatica di pensare, i più sono persino disposti a lavorare.
Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio.
Pensare ci rende sensibili alle sfumature dei sentimenti e alle possibilità dell'immaginazione.
Nulla è bene o male, se non si pensa di fare bene o male.
Ecco il grande errore di sempre: immaginarsi che gli esseri pensino ciò che dicono.