Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio.- Milan Kundera
Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio.
L'onnipresente bruttezza del mondo moderno, misericordiosamente velata dall'assuefazione, riappare brutalmente alla nostra prima anche minima angoscia.
La preoccupazione per la propria immagine è la fatale immaturità dell'uomo. É così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L'uomo ci arriva solo dopo la morte.
Dar forma a una durata è l'esigenza della bellezza, ma è anche quella della memoria. Ciò che è informe è inafferrabile, non memorizzabile.
La nostalgia non intensifica l'attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com'è dalla sofferenza.
L'eccitazione è il fondamento dell'erotismo, il suo enigma più profondo, la sua parola-chiave.
Ogni società civile, religiosa e politica determina i confini, le «riserve» più o meno ampie, entro cui il pensiero può liberamente esprimersi.
Molte persone credono di pensare, ma in realtà stanno solo riorganizzando i loro pregiudizi.
Un uomo che pensi correttamente, molto probabilmente pensa ai propri affari. Quando non è così, egli smette di pensare ai propri insignificanti affari per occuparsi di quelli degli altri.
Non possiamo pensare nulla d'illogico, ché altrimenti dovremmo pensare illogicamente.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Non si può vivere e pensare. Ciascuna delle due cose, rispetto all'altra, è una perdita di tempo.
Vivere del pensiero è sentirsi superiori alla comunità.
Chi crede non pensa; chi pensa non crede.
La maggior parte della gente morirebbe piuttosto che pensare, e molti fanno proprio così.
Pensare ci rende sensibili alle sfumature dei sentimenti e alle possibilità dell'immaginazione.