I giudizi che diamo degli altri dicono ciò che siamo noi stessi.- Arturo Graf
I giudizi che diamo degli altri dicono ciò che siamo noi stessi.
Beato chi da giovane sognò tali sogni che possa, da vecchio, seguitare a sognarli.
V'è chi si vergogna di somigliare agli altri uomini, e punto non si vergogna di somigliare alle bestie.
Essere modesto è spesso più facile a chi abbia fatto qualcosa che a chi non abbia fatto mai nulla.
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.
La poesia della vita è com'una di quelle sorgenti occulte e profonde e a farle scaturire dalla terra si vuole molto studio e fatica, ma che poi scaturite, più non si perdono.
Nulla, neppure un giudizio giusto, è più intelligente d'una sospensione del giudizio.
Non bisogna giudicare gli uomini dalla loro amicizie: Giuda frequentava persone irreprensibili!
Chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione.
Fama e ricchezza, senza giudizio, non sono beni sicuri.
È un giusto giudizio dei dotti che gli uomini di tutti i tempi abbiano creduto che cosa sia bene e male, degno di lode e di biasimo. Ma è un pregiudizio dei dotti che noi adesso lo sappiamo meglio di qualsiasi altro tempo.
Ecco il giudicio uman come spesso erra!
L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste la vera possibilità di giudizio, ma solo un riflesso.
Socratica è la consapevolezza della nullità di ogni giudizio in un senso più elevato di quanto possano stabilirlo il pro e il contro degli uomini. Il vero giudizio è pronunciato sin dall'inizio: esso mira a esaltare la vittima.
È per il nostro senno come per i nostri orologi: nessuno funziona come un altro, eppure ognuno crede al suo.
Ahi, cieca umana mente, come i giudizi tuoi son vani e torti!