Sia la Natura che l'uomo tendono al costante perfezionamento.- Baruch Spinoza
Sia la Natura che l'uomo tendono al costante perfezionamento.
Le azioni umane non vanno derise, compiante o detestate: vanno comprese.
Gli atei sogliono aspirare oltre misura agli onori e alle ricchezze, che io ho sempre disprezzato, come sanno tutti quelli che mi conoscono.
Noi non possiamo immaginare Dio, ma soltanto comprenderlo.
Voi dite che io pongo gli uomini in tale dipendenza da Dio da renderli simili agli elementi, alle piante e alle pietre, ciò è sufficiente che avete frainteso completamente la mia opinione e che confondete ciò che è proprio dell'intelletto con l'immaginazione.
Non presumo di aver trovato la filosofia migliore, ma so di intendere quella che è vera.
Per indicare che la via verso la perfezione non è mai priva di ostacoli, diceva abba Isaia: Liberarsi dai difetti è come farsi togliere i denti ad uno ad uno. E l'unico che ti rimane, ti duole.
Alla vita manca sempre qualcosa per essere perfetta.
Le nostre anime si sono corrotte nella misura in cui le nostre scienze, le nostre arti, hanno progredito verso la perfezione.
Un dolore puro e completo è impossibile come una pura e perfetta gioia.
L'attuale ordine sociale, in cui più della metà della popolazione mondiale lotta per sopravvivere alla fame e la parte restante lavora dalla mattina alla sera per vivere un giorno di libertà alla settimana, è stato fatto apparire come il migliore possibile, quando in realtà è uno dei peggiori.
Ci stupiamo, amandola, della tensione verso la perfezione dei grandi artisti. Amiamo la loro prossimità al perfetto, però la amiamo perché è solo prossimità.
Vorrei anch'io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione.
A conoscere perfettamente i pregi di un'opera perfetta o vicina alla perfezione, e capace veramente dell'immortalità, non basta essere assuefatto a scrivere, ma bisogna saperlo fare quasi così perfettamente come lo scrittore medesimo che hassi a giudicare.
La perfezione sarebbe raggiunta da chi riuscisse a soffrire il dolore altrui come proprio.
Un buon cuoco è un dono peculiare degli dei. Egli dev'essere una creatura perfetta dal cervello al palato, dal palato alla punta delle dita.