L'arte non è pensabile senza rischio e sacrificio spirituale di sé.- Boris Pasternak
L'arte non è pensabile senza rischio e sacrificio spirituale di sé.
Quanto coraggio ci vuole per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume.
Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti o che non hanno mai inciampato. La loro virtù è inanimata e non ha gran valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.
Anche la vita è un istante soltano, soltanto un dissolversi di noi stessi in tutti gli altri, come offertici in dono.
L'appartenenza a un tipo è la morte dell'uomo.
Solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, la felicità isolata non è felicità.
Mentre nelle forme «purificate» di induismo brahmanico l'idea del sacrificio è rimossa dal rito e confinata nel regno del simbolismo o della mitologia, nella religione popolare di villaggio il sacrificio di sangue è parte integrante del culto delle dee locali.
Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per esser data?
Un vizio è come un amore, non c'è niente che non gli si sacrifichi.
Il denaro purtroppo è la cosa per la quale si deve pagare di più nella vita.
L'amore richiede dei sacrifici... Sempre.
È l'amore uno strano augello per giunta anche cieco, sicché nel suo nome si immolano vite e carriere, ideali e sogni di gloria, comodità e certezze.
Far vincere una squadra non è questione di quanto grande sia il giocatore, o i giocatori. Devono tutti essere disposti a sacrificarsi e a dare qualcosa di se stessi, pur di diventare campioni.
Il calvinista è l'uomo del dovere, cioè del sacrificio: in famiglia, nel lavoro, nella società.
Dare la vita per i propri amici, non c'è amore più grande di questo.
La persona che non è iniziata alla creatività si applica nella ricerca, ma aprirsi le costa molto.