Compatisco la sua ignoranza e lo disprezzo.- Charles Dickens
Compatisco la sua ignoranza e lo disprezzo.
È una triste verità che perfino i grandi uomini hanno parenti poveri.
Questa è la regola per i buoni affari: "Frega gli altri uomini, perché loro lo farebbero con te."
Datemi licenza di sperare che non mi farete commettere degli eccessi, come disse quel signore alla lumaca testarda che non voleva venir fuori dal guscio a furia di colpi di spillo.
Entrate annue, venti sterline; spese annue, diciannove sterline e mezza; risultato, felicità. Entrate annue, venti sterline; spese annue, venti sterline e mezza; risultato, miseria.
Non si tratta che di sapere che diavolo volete da me, come disse l'uomo quando vide lo spirito.
Un uomo diventa saggio solo quando comincia a calcolare la profondità approssimativa della sua ignoranza.
Soprattutto non bisogna formulare obiezioni mediante i vari pezzi della propria ignoranza.
Il solo frutto che gli uomini cavano dalla ignoranza è che possono essere superbi.
Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò è il mio onore e la mia ricompensa.
L'ignoranza non deve impoverirsi con il sapere. Per ogni risposta deve saltare fuori, lontano e apparentemente non in rapporto con essa una domanda che prima dormiva appiattata. Chi ha molte risposte deve avere ancor più domande.
Sono conscio dello stato della mia ignoranza e pronto a imparare da chiunque, indipendentemente dalla sua qualifica.
Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.
La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani.
È innocenza quando ci affascina, ignoranza quando ciò non accade.
La vanità della scienza comune può essere veduta da una scienza superiore; non mai dall'ignoranza.