L'altrove è la nostra unica reale possibilità di casa.- Chiara Gamberale
L'altrove è la nostra unica reale possibilità di casa.
Forse è il momento di domandarti dov'è che finisce la profonda pazienza di cui vai così fiero e comincia una profonda indifferenza che fa carne di porco di ogni reale emozione tua, di Marianna, mia o di chiunque altro incontrerai.
L'incontro fatale della nostra vita, forse, fa proprio così: prima ci riscatta da tutto quello che da bambini non avevamo, non eravamo. Poi, giorno dopo giorno, ci fa venire una nostalgia tremenda di tutto quello che avevamo, che eravamo. E quel riscatto ci appare improvvisamente un attentato.
L'amore non è una sfida, all'altro o a noi stessi. È stare bene con una persona.
Fra l'infanzia e il troppo tardi: là in mezzo. Là in mezzo c'è adesso.
Quello che mi manca di lui sono io quando stavo con lui.
Se a volte un edificio seducente ci mette di buon umore, ci sono invece momenti in cui nemmeno il luogo più ameno sarà in grado di sfrattare la nostra tristezza o la nostra misantropia.
La gallina che cammina torna a casa con la pancia piena.
Qui abbiamo finito. Torniamo a casa.
Casa, dolce casa.
Le case sono fatte per viverci, non per essere guardate.
Se più persone considerassero la casa prima dell'oro, il mondo sarebbe un posto più felice.
Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l'inquilino.
Chi ha carico di casa non può dormire quando vuole.
Il telelavoro non è una chimera, basterebbe cablare meglio i paesi e le città evitando così che la gente si sposti. Molti potrebbero stare di più in famiglia, coi figli, giocare con loro.
Il lavoro garantito per chi non ha voglia di lavorare è un delitto perché i ragazzi che vogliono, e non possono, restano a casa.