Anche oziare, ma con consapevolezza, può essere un'arte.- Dacia Maraini
Anche oziare, ma con consapevolezza, può essere un'arte.
Per me l'amore è anche questo: stare vicini senza dirsi niente. Ci sono dei momenti in cui le parole fanno cilecca, sembrano senza vita in un rapporto d'amore.
La memoria è la continuità del tempo, permette alla conoscenza di proseguire.
Le parole, dice lo scrittore, vengono raccolte dagli occhi come grappoli di una vigna sospesa, vengono spremuti dal pensiero che gira come una ruota di mulino e poi, in forma liquida si spargono e scorrono felici per le vene. E questa la divina vendemmia della letteratura?
Oggi i topi sono visti con disgusto e apprensione. Abitano nelle fogne delle città, si nutrono di rifiuti, sono grottescamente giganteschi e dotati di una forza da tigri.
E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore.
È sorprendente come può essere produttivo, a volte, non fare nulla!
Di tutti i sentimenti, l'amore è quello che ha maggior bisogno di ozio.
L'ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù.
L'ozio è uno strumento utilissimo per misurare le qualità di un essere umano.
È una fatica da cani l'oziare. Ma non protesto contro la fatica purché non miri a uno scopo preciso.
Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo.
Se l'antichità romana ha detto: «L'ozio essere il padre de' vizi», ha inteso dire al tempo stesso: il lavoro essere il padre di ogni virtù.
È impossibile godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare.
L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
L'ozio è il padre di ogni filosofia. Quindi la filosofia è un vizio?