Il futuro è dei coraggiosi.- Dacia Maraini
Il futuro è dei coraggiosi.
L'approssimazione è una delle cose più irritanti: sentire che una bella storia viene raccontata in maniera sciatta, casuale, senza nessuna ricerca sulle parole e sulle immagini, in modo generico e frettoloso è, per chi ama leggere, una vera offesa all'orecchio.
Lo sguardo alle volte può farsi carne, unire due persone più di un abbraccio.
La ricerca non è soltanto funzionale a ciò che si sta cercando; la ricerca contiene in se stessa la ricompensa della sua fatica.
I pochi felici che amano leggere poesie sanno che il carico dei suoni, delle parole può essere dolcissimo.
È più facile che un cammello entri nella cruna di un ago piuttosto che una donna abbia la forza di essere se stessa, nella sua carne e nei suoi pensieri.
Noi non possiamo sprecare lacrime su quello che avrebbe potuto essere. Dobbiamo trasformare le lacrime in sudore che ci possa portare a quello che può essere.
Il nostro più elementare legame è che tutti noi abitiamo questo piccolo pianeta. Respiriamo la stessa aria. Ci preoccupiamo per il futuro dei nostri figli. E siamo tutti mortali.
Non si devono mai fare progetti, soprattutto per il futuro.
La gente guardava con fiducia anche al futuro, come non avrebbe fatto mai più.
Un monaco al suo anziano:- Com'è possibile trovare un po' di sollievo in questa valle di lacrime?L'anziano gli rispose:- Basta non avere troppa memoria per ciò che riguarda il passato, né troppa immaginazione per quanto riguarda il futuro.
«Futuro» e «avvenire» sono due espressioni della solidarietà essenziale che unisce individuo e società.
Una volta gli uomini avevano paura del futuro. Oggi il futuro deve avere paura degli uomini.
Dare voce alle verità del passato significava aprire la porta sul futuro.
Quello che ci lasciamo dietro e quello che ci aspetta sono niente in confronto a quello che è dentro di noi.
Il futuro è un territorio che nessuno conosce. Non esiste una mappa. Quello che ci aspetta dietro l'angolo, non potremo conoscerlo se non girando l'angolo. Non so proprio immaginarlo.