L'attenzione esecutiva è la chiave per gestire la nostra vita.- Daniel Goleman
L'attenzione esecutiva è la chiave per gestire la nostra vita.
Importante non è l'avvenimento di per sé, ma il significato di cui lo investiamo.
La compassione si basa sull'empatia, che, a sua volta, richiede l'attenzione agli altri.
Un paradosso della vita lavorativa è che la stessa realtà può essere percepita da una persona come una devastante minaccia, e da un'altra come uno stimolo corroborante.
Abbiamo due menti, una che pensa, l'altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.
Ci sono due varietà principali di distrazioni: quelle sensoriali e quelle emotive.
Hollywood dovrebbe essere più moderata in quello che presenta al pubblico, e i genitori non dovrebbero permettere ai bambini di vedere film con rating non adatti alla loro età.
Nelle prime interviste, come qualsiasi rocker che vuole sboroneggiare, dicevo: non mi vedo a cinquant'anni a fare questo, adesso non solo mi ci vedo, ma guardo con attenzione gli Stones. Ci sto ancora bene sul palco a "ballare sul mondo".
Così tante gioie sono calpestate, perché gli uomini sono soliti guardare in alto e non prestano attenzione a ciò che giace ai loro piedi.
Facendo attenzione si prende coscienza di sé, degli altri, della vita, si diventa grandi e forti come una torre imprendibile.
Sapere in quale parte del corpo portare l'attenzione e come respirare, annulla all'istante l'effetto della disperazione.
Il web è costruito in gran parte su due economie non monetarie: l'attenzione (il traffico) e la reputazione (i link); entrambe traggono enormi benefici dai contenuti e servizi gratuiti. Ed è facile convertire in contanti una di queste due valute.
Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche ad occhi chiusi.
Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.
Il solletico va fatto al cervello, non sotto le ascelle.
Sono sempre stato il ragazzo che a scuola cercava di attirare l'attenzione; non necessariamente il pagliaccio della classe, ma mi piaceva fare piccoli spettacoli inaspettati.