Il solletico va fatto al cervello, non sotto le ascelle.- Renato Rascel
Il solletico va fatto al cervello, non sotto le ascelle.
Sono così distratto, ma tanto distratto, che mi sono dimenticato di crescere.
Ho cercato, innanzitutto, di crearmi una maschera, non tingendomi il volto, o annerendomi il naso; né volevo il successo puntando sulle gambe delle donnine. Volevo creare un personaggio concreto e nello stesso tempo sfasato nel linguaggio.
Tutto ciò che non contribuisce in niente alla tranquillità dell'animo è indegno della nostra attenzione.
Uno dei più grandi regali che puoi fare a chiunque è il dono dell'attenzione.
I dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi.
Un giorno litigai per un'ora con mio figlio perché voleva andare a dormire con gli stivali da cowboy ai piedi. A un certo punto realizzai che non avevo un vero motivo per impedirglielo. Da allora faccio attenzione a non sprecare energie in irrilevanti nonnulla.
Sapere in quale parte del corpo portare l'attenzione e come respirare, annulla all'istante l'effetto della disperazione.
La mente, per evitare l'ansia, protegge se stessa diminuendo l'attenzione e la consapevolezza.
La risorsa scarsa non sono le informazioni, ma la nostra attenzione e il nostro tempo.
Io penso che quando si perde qualcosa non ci si è badato abbastanza, perché se ci tieni veramente ci stai attento, te la leghi stretta.
Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.
La decifrazione dei necrologi è un lavoro delicato, che va svolto con molta attenzione e che consente di colmare alcune lacune.