Il solletico va fatto al cervello, non sotto le ascelle.- Renato Rascel
Il solletico va fatto al cervello, non sotto le ascelle.
Ho cercato, innanzitutto, di crearmi una maschera, non tingendomi il volto, o annerendomi il naso; né volevo il successo puntando sulle gambe delle donnine. Volevo creare un personaggio concreto e nello stesso tempo sfasato nel linguaggio.
Sono così distratto, ma tanto distratto, che mi sono dimenticato di crescere.
La vera arte della memoria è l'attenzione.
No. È il grande inganno, la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti.
L'attenzione esecutiva è la chiave per gestire la nostra vita.
Non accendere mai una candela con noncuranza e accertati di sapere che cosa stai facendo quando ne spegni una.
Attenzione implica esclusivamente una cosa. La consapevolezza è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente.
I dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi.
Gradi della composizione: pensiero, stile, scrittura. Il senso della bella copia è che in questa fase l'attenzione va ormai soltanto alla calligrafia.
Mentre aspettiamo un taxi ti faccio la lezione di oggi. La lezione è questa: non ascoltare quello che ti dicono gli insegnanti. Non ci prestare attenzione, tu guarda solo come sono così capirai come sarà veramente la vita.
Il modello catalano è da seguire con attenzione ma da noi non esiste una identità padana come quella catalana in Spagna.
L'unico vero lettore, è il lettore attento.