Dite: "Com'è triste Venezia"? Si vede che non avete mai visto Monfalcone.- Dario Fo
Dite: "Com'è triste Venezia"? Si vede che non avete mai visto Monfalcone.
È risaputo che chi usa la fantasia per trasgredire la legge ne preserva sempre una certa quantità per il piacere proprio e degli amici più intimi.
Come diceva Orson Welles, per avere materiale sempre nuovo basta affidarsi alla cronaca.
Una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà.
Dato che esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero anche esistere politici onesti.
Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola,, nella cui atmosfera corrotta l' arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.
Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.
Ah! ... Adoro Venezia.
Ero a Venezia sul Ponte dei Sospiri; un palazzo da un lato, dall'altro una prigione; vidi il suo profilo emergere dall'acqua come al tocco della bacchetta di un mago.
Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Noli me tangere dice.
Ho scritto e penso tuttora che l'Italia non sia mai nata perché Po non era un fiume, altrimenti Venezia l'avrebbe risalito più in forze ‐ dico con navi idonee ‐ e avrebbe sottratto la Padania alle ricorrenti follie papaline e alemanne del Sacro Romano Impero.
La pittura Veneziana è essenzialmente colore.
Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico.
Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità.