Dite: "Com'è triste Venezia"? Si vede che non avete mai visto Monfalcone.- Dario Fo
Dite: "Com'è triste Venezia"? Si vede che non avete mai visto Monfalcone.
Una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà.
Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa. Mio padre, prima dell'arrivo del nazismo, aveva capito che buttava male; perché, spiegava, quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso.
Come diceva Orson Welles, per avere materiale sempre nuovo basta affidarsi alla cronaca.
La vita è una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà.
Dato che esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero anche esistere politici onesti.
Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità.
Venezia, la figlia primogenita della libertà.
Venezia è come mangiare un'intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta.
Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico.
Se fossi nato in Olanda che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano.
Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Noli me tangere dice.
Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.
Venezia e Milano, se avessero fatto l'accordo secoli fa, non sarebbe arrivato neanche Napoleone.
Se dovessi cercare una parola che sostituisce "musica" potrei pensare soltanto a Venezia.