La prima difficoltà di pensare il futuro è di pensare il presente.- Edgar Morin
La prima difficoltà di pensare il futuro è di pensare il presente.
Se non si ha qualche separazione, non si ha neppure più né soggetto né oggetto di conoscenza; non si ha più né utilità interna di conoscere né realtà esterna da conoscere.
Alta cultura e cultura di massa si ricongiungono, l'una per il suo aristocraticismo volgare, l'altra per la sua volgarità assetata di riconoscimento sociale.
Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
C'è meno disordine nella natura che nell'umanità.
La sociologia è sempre sistematicamente sorpassata dai fatti sociali.
Tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato.
L'uomo non pensa mai all'avvenire, se non quando gli dà noja il presente.
Che bene è ricordare, ma a perdercisi dentro si impedisce al tempo di adesso di venire.
Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.
Non sono le preoccupazioni di oggi, ma le preoccupazioni del domani che abbattono un uomo.
Abramo rimanda in anticipo a ciò che deve venire. Egli è pellegrino non soltanto dal Paese delle sue origini verso la Terra promessa, ma è pellegrino anche nell'uscire dal presente per avviarsi verso il futuro.
Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.
Quando tutto il resto è perso, rimane ancora il futuro.
Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un'idea che nessuno reclama.
È un peccato giudicare una persona solo sulla base di quello che un giorno potrebbe diventare. Io preferisco di gran lunga concentrarmi su quello che è adesso.