Se obbedissi al primo impulso passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.- Emil Cioran
Se obbedissi al primo impulso passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.
La felicità spinge al suicidio quanto l'infelicità, anzi ancora di più perché amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l'infelicità offre la sicurezza e il rigore del rito.
Le notti in cui abbiamo dormito è come se non fossero mai esistite. Restano nella memoria solo quelle in cui non abbiamo chiuso occhio: notte vuol dire notte insonne.
Tutto è; niente è. L'una e l'altra formula arrecano uguale serenità. L'ansioso, per sua disgrazia, rimane a mezza strada, tremebondo e perplesso, sempre alla mercé di una sfumatura, incapace di insediarsi nella sicurezza dell'essere o dell'assenza di essere.
Non sono mai a mio agio nell'immediato, mi seduce solo quello che mi precede, quello che mi allontana da qui, gli istanti innumerabili in cui non fui: il non-nato.
L'unico modo di conservare la propria solitudine è di offendere tutti; prima di tutti coloro che si ama.
Dimostra di essere solidissimo quel governo in cui tutti obbediscono con grande soddisfazione personale.
Se dire religione significa dire imposizione, allora il suo concetto, che dovrebbe racchiudere la libertà per eccellenza, diventa questione di fideistica obbedienza.
I giapponesi hanno una parola per descriverlo. È judo; l'arte di conquistare sottomettendosi. L'equivalente occidentale di judo è, "Si, cara".
Solo estirpando alla radice la consuetudine all'obbedienza e al servilismo, la classe lavoratrice acquisterà la comprensione di una nuova forma di disciplina, l'autodisciplina, originata dal libero consenso.
Essere perfettamente obbedienti significa essere perfetti come è perfetto il nostro padre celeste.
Tutto il potere viene dalla disciplina e si corrompe non appena si trascurano i suoi vincoli.
Se hai intenzione di comandare un giorno con dignità, devi servire con diligenza.
Non l'estasi salva ma l'obbedienza. E non la libertà dilata bensì il vincolo.
È la sottomissione, l'idea sconvolgente e semplice, mai espressa con tanta forza prima di allora, che il culmine della felicità umana consista nella sottomissione più assoluta.
Chi è nato per obbedire, obbedirebbe anche sul trono.