Non chiedetemi dove andremo a finire perché già ci siamo.- Ennio Flaiano
Non chiedetemi dove andremo a finire perché già ci siamo.
I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui.
Un colpo di pistola sparato al momento giusto evita ogni penosa discussione. Il problema però resta aperto: a chi sparare? A se stessi o all'interlocutore? Nel dubbio, astenersi. Ma non venite poi a lagnarvi che le discussioni sono inutili.
A furia di leccare qualcosa sulla lingua rimane sempre.
C'è gente che eredita la fede, come eredita i terreni, il casato, i titoli nobiliari, il denaro, una biblioteca e il castello. Fede per censo, ereditaria.
Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità.
Lascia dormire il futuro come merita: se lo svegli prima del tempo, otterrai un presente assonnato.
Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento. Visto con gli occhi del presente, tende continuamente a modificarsi, fino a diventare quello che Sant'Agostino definiva «il presente del passato».
Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Non era vero che il tempo curava le ferite. Esistevano cose che rimanevano bloccate in un eterno presente, senza possibilità di soluzione.
Se procedi t'imbatti tu forse nel fantasma che ti salva: si compongono qui le storie, gli atti scancellati pel giuoco del futuro.
Il vero amore pensa all'istante e all'eternità, mai alla durata.
Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.
E' sempre facile voltarsi indietro e vedere com'eravamo, ieri, dieci anni fa. Difficile è vedere ciò che siamo. Se impari il trucco, te la caverai.
Se la mia memoria non riconquista la dolcezza del passato anche io sarò condannato a questo eterno presente.
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.