Scrivere è un artigianato che non conosce maestri, se non in modo imponderabile.- Enzo Siciliano
Scrivere è un artigianato che non conosce maestri, se non in modo imponderabile.
Gloria e merito di alcuni è scrivere bene; e di altri non scrivere affatto.
Scrivere è piangere con l'inchiostro, sporcare carta e le idee degli altri. Scrivere è vomitare in pubblico e ridere una pazzia frenata.
Non è la bellezza che mi conduce a te, scrittura, bensì la perdizione dell'anima.
Vivere: è pugnare con gli spiriti mali del cuore e del pensiero. Scrivere: è tenere severo giudizio contro sé stessi.
Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.
Scrivere è continuare, inseguire al di là della tenebra quel fanalino fuggente che è l'uomo.
La scrittura esige virtù scoraggianti, sforzi, pazienza; è un'attività solitaria in cui il pubblico esiste solo come speranza.
La parola scritta dovrebbe essere il farsi corpo di un pensiero secondo la necessità naturale e non l'involucro di un'opinione secondo l'opportunità sociale.
Niente di peggio che lavorare a orario fisso: si produce scrittura burocratica.
La scoperta della scrittura avrà l'effetto di produrre la dimenticanza nelle anime che l'impareranno, perché, fidandosi della scrittura, queste si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesime.