Non conoscerebbero neppure il nome della Giustizia, se non ci fossero cose ingiuste.- Eraclito
Non conoscerebbero neppure il nome della Giustizia, se non ci fossero cose ingiuste.
Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.
La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo.
Non c'è nulla di immutabile, tranne l'esigenza di cambiare.
La legge è anche ubbidire alla volontà di uno solo.
Comune a tutti è il pensare.
La giustizia non governa la vita e la morte. Altrimenti nessuna persona buona morirebbe giovane.
Esistono due tipi di giustizia: gli avvocati che conoscono bene la legge e gli avvocati che conoscono bene il giudice.
La giustizia è sempre giustizia, anche se è fatta sempre in ritardo e, alla fine, è fatta solo per sbaglio.
Il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici nella lotta contro il dolore.
Non vi è riparo allo sterminio per l'uomo che, imbaldanzito dalle ricchezze, ha diroccato il grande altare della Giustizia.
La vita è niente, la giustizia un'invenzione degli uomini. Ognuno ha la sua verità.
Questa è l'essenza della giustizia: che ognuno segua la sua via.
La pace è più importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amor della pace.
La giustizia non esiste di per sé, ma solo nei rapporti reciproci, e in quei luoghi nei quali si sia stretto un patto circa il non recare ne ricevere danno.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno giustiziati.