I consumatori moderni possono etichettare sé stessi con questa formula: io sono ciò che ho e ciò che consumo.- Erich Fromm
I consumatori moderni possono etichettare sé stessi con questa formula: io sono ciò che ho e ciò che consumo.
Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell'atto mi sento vivo.
L'uomo è l'unico animale per il quale la sua stessa esistenza è un problema che deve risolvere.
Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita.
L'amore infantile segue il principio: "Amo perché sono amato."L'amore maturo segue il principio: "Sono amato perché amo."L'amore immaturo dice: "Ti amo perché ho bisogno di te."L'amore maturo dice: "Ho bisogno di te perché ti amo."
In ogni attività spontanea l'individuo abbraccia il mondo.
Il consumatore è un eterno lattante che strilla per avere il poppatoio: una condizione che assume ovvia evidenza in fenomeni patologici come l'alcolismo e l'assuefazione alle droghe.
Una società di consumatori non saprà mai prendersi cura di un mondo e delle cose pertinenti in esclusiva allo spazio delle apparenze terrene, perché la sua posizione fondamentale verso tutti gli oggetti, consumare significa la rovina di tutto ciò che tocca.
L'atteggiamento implicito nel consumismo è quello dell'inghiottimento del mondo intero.
Oggi il consumatore è la vittima del produttore, che gli rovescia addosso una massa di prodotti ai quali deve trovar posto nella sua anima.
Per permettere alla società dei consumi di continuare il suo carosello diabolico sono necessari tre ingredienti: la pubblicità, che crea il desiderio di consumare, il credito, che ne fornisce i mezzi, e l'obsolescenza accelerata e programmata dei prodotti, che ne rinnova la necessità.