"Innamorarsi", l'imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra due estranei.- Erich Fromm
"Innamorarsi", l'imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra due estranei.
Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell'atto mi sento vivo.
L'uomo muore sempre prima di essere completamente nato.
La creatività richiede il coraggio di sbarazzarsi delle certezze.
L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.
La modalità dell'esistenza secondo l'avere non è stabilita da un processo vivente, produttivo, tra soggetto e oggetto; essa rende cose sia il soggetto che l'oggetto. Il rapporto è di morte, non di vita.
Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L'amore mostra quale dovrebbe essere l'uomo.
Come la ragione, perché con la ragione si soppravvive a tutto. Si distrugge il distrutto, ricostruendo a intarsi la copia fedele dell'innamorarsi.
Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere. Ma devi tentare, perché se non hai tentato non hai mai vissuto.
Essere innamorata significa fregarmene di tutte le regole: quelle che ci fanno ragionare troppo. Usare l'istinto, dare tutto, magari non subito.
Essere innamorati e avere senno è concesso a malapena agli dei.
Un innamorato senza indiscrezione non è affatto un innamorato.
Tutti sanno per esperienza che è facile innamorarsi, mentre amare veramente è bello ma difficile. Come tutti i veri valori, l'amore non si può acquistare. Il piacere si può acquistare, l'amore no.
Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato.
Nell'innamoramento la persona più semplice e sprovveduta è costretta, per esprimersi, ad usare il linguaggio della poesia, della sacralità e del mito.