Morire è tremendo, ma l'idea di morire senza aver vissuto è insopportabile.- Erich Fromm
Morire è tremendo, ma l'idea di morire senza aver vissuto è insopportabile.
Gli studenti e quanto viene loro insegnato rimangono estranei tra loro, a parte il fatto che ognuno degli studenti è divenuto il proprietario di un insieme di affermazioni fatte da qualcun altro.
Il rapporto tra madre e figlio è paradossale e, per un senso, tragico. Richiede il più intenso amore da parte della madre, e tuttavia questo stesso amore deve aiutare il figlio a staccarsi dalla madre e a diventare indipendente.
La libertà positiva consiste nell'attività spontanea della personalità totale.
Noi tutti sogniamo; non comprendiamo i nostri sogni, e tuttavia agiamo come se nulla di strano accada nella nostra mente assonnata, strano almeno in confronto alle azioni logiche e significative della nostra mente quando siamo svegli.
La creatività richiede il coraggio di sbarazzarsi delle certezze.
La morte è il non-essere. Dopo di me accadrà ciò che è stato prima di me. Se prima non abbiamo sofferto, vuol dire che non soffriremo dopo. Siamo come una lucerna che, spegnendosi, non può stare peggio di quando non era accesa. Solo nel breve intermezzo possiamo essere sensibili al male.
È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
La morte mette fine alla vita, non ad una relazione.
Dove non è spirito che svegli la vita in qualsivoglia cosa, è morte.
E s'al mesto pensier chiuder le porte col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore contemplo allor de la mia propria morte.
La morte, inevitabile termine a chi venne in vita, mai fu inutile a chi mal vive, e mai dannosa a chi visse bene.
Tutte le azioni della vita sono riparabili, eccetto l'ultimo (la morte) che nessun procedimento, neppure soprannaturale può riparare. Questo ultimo atto determina tutti gli altri e dà loro significato definitivo.
È meglio morire svuotandosi che riempendosi, e meglio di fame che d'indigestione.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
Ogni anno oltrepassiamo senza saperlo il giorno della nostra morte.