Non c'è rimedio a niente nella vita.- Ernest Hemingway
Non c'è rimedio a niente nella vita.
Quando la gente parla, ascolta tutto. Molte persone non ascoltano mai.
Tutti uccidono tutti gli altri in un modo o nell'altro.
Il mezzo per non cambiare è non pensare.
Mai pensare che la guerra, anche se giustificata, non sia un crimine.
Per non avere progetti, cioè non nutrire desideri o speranze, accontentarti del tuo destino, di quello che il mondo ti dà da un’alba all’altra – per vivere così devi volere molto poco, il meno che sia umanamente possibile
La prima grande regola della vita è sopportare con pazienza ciò che ci accade. La seconda è rifiutarsi di sopportare con pazienza. La terza - e la più difficile - essere capaci di distinguere fra le prime due.
Ciò che dà alla tragedia il suo particolare slancio verso l'alto è il sorgere della convinzione che il mondo, che la vita non ci possano dare nessuna vera soddisfazione, e che perciò non meritino il nostro attaccamento: in ciò consiste lo spirito tragico, il quale conduce alla rassegnazione.
Chi non può picchiare l'asino, picchia il basto.
La rassegnazione, modalità dell'abitudine, permette a certe forze di accrescersi indefinitamente.
Nessuno è mai sconfitto fino a quando la sconfitta non viene accettata come realtà.
Nella vita dell'uomo non si può dire la parolaccia «ormai»: si può e si deve sempre ricominciare, perché le persone hanno energie impensabili di bontà da stanare e far crescere, mettere a disposizione e canalizzare.
Essere sconfitti in partenza ci fa risparmiare un sacco di tempo.
Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.
Pensarlo possibile ti spinge a darti da fare. Se ti rassegni, se pensi che invece il meglio sia passato, allora ti metti nel tuo angolo, immobile, ad aspettare l'arrivo del peggio.