Non c'è rimedio a niente nella vita.- Ernest Hemingway
Non c'è rimedio a niente nella vita.
Non c'è nessun amico più leale di un libro.
A una certa età gli scrittori si trasformano in tante Vecchie Mamme Hubbard, le scrittrici in tante Giovanne d'Arco senza battaglie.
Il guaio della moderna tecnica della corrida è che è diventata troppo perfetta. Il matador lavora così vicino al toro, così lentamente e in modo così del tutto privo di difesa e di movimento che gli è indispensabile un toro quasi fatto su ordinazione.
Ora, nel buio, e senza luci in vista e senza chiarori, e soltanto col vento e la spinta regolare della vela, gli parve di essere già morto, forse. Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiuderle per risuscitare il dolore della vita.
L'incompetenza non è un mistero, e nemmeno è mistero il giornalismo enfatico reso letteratura dall'iniezione di una falsa qualità epica.
Noi tutti siamo rassegnati alla morte: è alla vita che non siamo rassegnati.
Non avendo ottenuto che gli uomini mettano in pratica quello che insegna, la Chiesa di oggi si è rassegnata a insegnare quello che mettono in pratica.
Se non ho acquisito saggezza, quanto meno ho imparato l'utilissima arte della rassegnazione.
Il dolore e il silenzio sono forti e la paziente sopportazione è divina.
La rassegnazione è la posizione più comoda di un infermo che si è rigirato a lungo tra i tormenti per poterla trovare, e così ha finito per stancarsi e, con la stanchezza, ha trovato anche la posizione.
Non sono così vanesio da credere che il mio contributo possa cambiare qualcosa.
La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.
L'aspetto più grave dello spirito di tristezza è che esso porta al peccato contro la speranza.
Occorre molto tempo a una persona naturalmente fiduciosa per accettare l'idea che dopo tutto Dio non lo aiuterà.