Quanta rassegnazione nella saggezza.- Roberto Gervaso
Quanta rassegnazione nella saggezza.
La diffidenza più che sfiducia preconcetta è prudenza lungimirante.
Niente mi fa perdere la pazienza più di chi ne ha troppa.
Il denaro è il bene superfluo più utile.
Chi dice che comandare è meglio che fottere è un gran bugiardo.
Nessuno, meglio dell'italiano, sa conciliare l'individualismo col conformismo.
Penso che la nostra società sia contrassegnata da molte perdite, dalla difficoltà di capire, a tutte le età e al di là di ciò che abbiamo conquistato, che cosa vogliamo veramente nella vita.
Trovo che per vivere c'è bisogno solo di rassegnazione; dinanzi alla morte invece non provo altro che gioia.
Quando si vuole riuscire simpatici in società, bisogna rassegnarsi a lasciarsi insegnare molte cose da gente che le ignora.
Appare diffusa nel Bel Paese, tra la generale rassegnazione (o complicità?), la convinzione che il servizio per il quale si è pagati sia in realtà un magnanimo gesto di cortesia verso chi lo richiede.
Le persone che mi fanno più tristezza sono quelle che una volta sapevano cosa fosse la profondità, ma poi hanno perso o sono diventate insensibili al senso della meraviglia, quelle che hanno sentito le proprie emozioni andarsene via e non gliene è importato niente.
Se non ho acquisito saggezza, quanto meno ho imparato l'utilissima arte della rassegnazione.
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
Ciò che non può essere curato, deve essere sopportato.
Un metodo infallibile di conciliazione con una tigre è di consentire a se stessi di essere divorati.
Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca.