Quanta rassegnazione nella saggezza.- Roberto Gervaso
Quanta rassegnazione nella saggezza.
La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi.
Gli amori eterni esistono. Peccato che non durino.
Niente ci fa più piacere dei dispiaceri dei nostri nemici.
L'ozio non ci fa fare quelle cose che non avremmo comunque fatto.
La collera aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi.
La filosofia nasce come istanza critica, non accettazione dell'ovvio, non rassegnazione a quello che oggi va di moda chiamare sano realismo.
Quando la morte verrà accettiamola indifferenti e lasciamoci condurre dentro il mistero.
Solo i principi valgono la pena di una lotta e d'una sconfitta; per tutto il resto si può essere arrendevoli.
Chi è più saggio? Colui che accetta tutto o colui che ha deciso di non accettare nulla? La rassegnazione è saggezza?
Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.
In amore il solo fallimento consiste nel non tentare più.
Humor. Forma di rassegnazione davanti all'inevitabile. Ne esistono versioni altissime. Sconsigliabili quelle alticce.
Quando si vuole riuscire simpatici in società, bisogna rassegnarsi a lasciarsi insegnare molte cose da gente che le ignora.
Non sei mai un perdente fino a che non smetti di provarci.