La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.- Natalie Clifford Barney
La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.
I sadici, per lo meno, non sono indifferenti alle sofferenze che provocano.
Bisogna liberare l'uomo dall'uomo.
L'appassire delle donne è ancora più straziante dell'appassire dei fiori.
La meta, non è che un pretesto.
Si dice che l'uomo è triste dopo l'amore, ma la donna può esserlo prima, durante e dopo.
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
Cedo perché son piccino, ma non domando perdono perché ho ragione.
Un metodo infallibile di conciliazione con una tigre è di consentire a se stessi di essere divorati.
In amore il solo fallimento consiste nel non tentare più.
Nell'amore come nell'attività creativa, la rinuncia è meglio di una cattiva realizzazione.
La seconda età ci toglie l'entusiasmo della prima e non ci dà la rassegnazione della terza.
Penso che la nostra società sia contrassegnata da molte perdite, dalla difficoltà di capire, a tutte le età e al di là di ciò che abbiamo conquistato, che cosa vogliamo veramente nella vita.
Tutte le discipline si influenzano a vicenda. Erroneamente l'uomo dice: Questo è l'unico caso dove lascio perdere. Non è vero. Ogni abbandono influenza il resto. Non pensare in questo modo è ingenuo.
Sembra che mai nulla si decida ad andare per il verso giusto finché siamo anche soltanto un poco rassegnati.
Per non avere progetti, cioè non nutrire desideri o speranze, accontentarti del tuo destino, di quello che il mondo ti dà da un’alba all’altra – per vivere così devi volere molto poco, il meno che sia umanamente possibile