La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.- Natalie Clifford Barney
La rinuncia: l'eroismo della mediocrità.
I sadici, per lo meno, non sono indifferenti alle sofferenze che provocano.
L'eternità, questa perdita di tempo.
La guerra, questa giustificazione della stupidità umana.
Si dice che l'uomo è triste dopo l'amore, ma la donna può esserlo prima, durante e dopo.
Gli uomini avevano rinunciato per sempre a una felicità condivisa, le donne condividevano anche ciò che non avevano e non avrebbero mai avuto.
Essere sconfitti in partenza ci fa risparmiare un sacco di tempo.
Nella vita dell'uomo non si può dire la parolaccia «ormai»: si può e si deve sempre ricominciare, perché le persone hanno energie impensabili di bontà da stanare e far crescere, mettere a disposizione e canalizzare.
Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca.
Bisogna dare per perduto quello che si vede bene è perduto.
Quanta rassegnazione nella saggezza.
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
Non ci sono vecchi felici: ci sono solamente vecchi rassegnati.
Non c'è rimedio a niente nella vita.
Devi prendere l'amaro con l'acido.