Può forse un uomo cosciente avere il minimo rispetto di sé?- Fëdor Dostoevskij
Può forse un uomo cosciente avere il minimo rispetto di sé?
Vado fra gli uomini, ignoro il domani ma sento che comincia una nuova vita.
In alcuni casi è davvero più ammirevole lasciarsi trasportare da un'emozione, per quanto irragionevole, ma comunque generata da profondo amore, che non rimanere ad essa insensibili.
Non è facile giudicare la bellezza. Io non sono pratico. La bellezza è un mistero.
Il piacere dell'elemosina è un piacere altezzoso e immorale, il piacere del ricco che si compiace della propria ricchezza, del potere, e del confronto tra la propria importanza e quella del mendico.
La lussuria genera la lascivia, la lascivia la crudeltà.
L'amicizia è casta: se viene mescolata col sesso, diventa già un'altra cosa. Questo vale per l'uomo come per la donna. Essa deve essere fondata sul rispetto.
Se per una volta tradisci la fiducia dei tuoi concittadini, non riguadagnerai mai la loro stima e rispetto.
Ho sempre trattato le persone con i guanti... da Boxe!
Al cuore di ogni dialogo sincero c'è, anzitutto, il riconoscimento e il rispetto dell'altro. Soprattutto c'è l'"eroismo" del perdono e della misericordia, che ci liberano dal risentimento, dall'odio e aprono una strada veramente nuova.
Devi dare all'amico in primo luogo quanto sei in grado di dare, in secondo luogo quanto la persona che ami e vuoi aiutare è in grado di sostenere.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
Non è desiderabile coltivare un rispetto per la legge né per il diritto.
Gli esseri umani sono preda di tre malattie croniche e incurabili: il bisogno di cibo, il bisogno di sonno e il bisogno di rispetto.
Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura. Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare.
Non faccio acrobazie e non credo che tanti altri attori ne facciano. Anzi, sono convinto che sia irrispettoso nei confronti delle controfigure che un attore dica di fare acrobazie sul set.