Un Montecarlo di tutte le letterature.- Filippo Tommaso Marinetti
Un Montecarlo di tutte le letterature.
Bisogna che l'anima lanci il corpo in fiamme, come un brulotto, contro il nemico, l'eterno nemico che si dovrebbe inventare se non esistesse.
Bisogna semplicemente creare, perché creare è inutile, senza ricompensa, ignorato, disprezzato, eroico in una parola.
Che mai si può vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione dell'artista, che si sforzò di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di esprimere interamente il suo sogno?
La guerra è un'imposizione fulminea di coraggio, di energia e d'intelligenza a tutti. Scuola obbligatoria d'ambizione e d'eroismo; pienezza di vita e massima libertà nella dedizione alla patria.
Non v'è più bellezza, se non nella lotta.
Certi umili e modesti fiori sbocciati nel fondo di una valle possono morire se trapiantati troppo vicini alla volta del cielo, lì dove si formano le tempeste e il sole è ardente.
Provare è il primo passo verso il fallimento.
Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?
Ciascun uomo ha in se stesso del carattere nascosto vasto come un continente. Felice è colui che agisce nella propria anima come Cristoforo Colombo.
Nessun pessimista ha mai scoperto i segreti delle stelle, o navigato verso terre sconosciute, od aperto nuove porte allo spirito umano.
Molti uomini non falliscono mai perché non provano mai.
Se c'è tutto da guadagnare e nulla da perdere nel provare - per l'amor del cielo, prova!
Se cambiamo strada rispetto a quella seguita da tutti rischiamo di perderci ma vale la pena provare a vedere oltre.
L'arte, l'ardir, l'inganno e le malìe avran loco. Tutto tentar io voglio, sino la morte istessa.
L'amore deve tutto osare quando ha tutto da temere.