Vile, tu uccidi un uomo morto.- Francesco Ferrucci
Vile, tu uccidi un uomo morto.
Qualunque cosa tragga più vantaggi che svantaggi dagli eventi casuali (o da alcuni shock) è antifragile; in caso contrario, è fragile.
La nostra personalità è fragile, è molto più in pericolo che non la nostra vita; e i savi antichi, invece di ammonirci «ricordati che devi morire», meglio avrebbero fatto a ricordarci questo maggior pericolo che ci minaccia.
I deboli non cedono mai il passo quando dovrebbero farlo.
Il cavo viene rotto infine dal tiro più debole.
Conoscere i libri è una forza, conoscerli più della vita una debolezza.
Chi pensa che noi All Blacks siamo vulnerabili, lo fa a suo rischio e pericolo.
Tutta la debolezza tende a corrompere, e l'impotenza corrompe in modo assoluto.
Basarsi sulla debolezza è forza.
L'amore non ti rendeva più debole: ti rendeva più forte di chiunque io avessi mai conosciuto.
Una scarsa identità innesca timori e regressioni, sospinge verso campanilismi, regionalismi, odi razziali: non è l'identità forte a generare dissesti ma quella debole a sospingere verso qualsiasi forma di identità, generalmente regressiva.