Vile, tu uccidi un uomo morto.- Francesco Ferrucci
Vile, tu uccidi un uomo morto.
Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione.
Non basta trarre in salvo i deboli, ma dopo bisogna anche sorreggerli.
Tutto quello che può la nostra saggezza non è gran cosa; più essa è acuta e vivace più trova in sé debolezza e tanto più diffida di se stessa.
Tre fallimenti denotano una forza insolita. Un debole non ha abbastanza fegato da fallire tre volte.
È grande chi usa vasellami di argilla come se fossero di argento, ma non lo è meno chi usa l'argento come se fosse argilla; solo i deboli non sono in grado di reggere la ricchezza.
Più le nostre menti sono acute e raffinate, più sono vulnerabili.
Se le radici del sorbo sono poco profonde, l'albero non riesce a sostenere la chioma.
Questo immenso e misterioso universo non sa nulla della sua infinita potenza, mentre noi siamo consapevoli della nostra estrema debolezza.
La vendetta procede sempre dalla debolezza dell'animo, che non è capace di sopportar le ingiurie.
Non siamo mai così vulnerabili come quando ci fidiamo di qualcuno, ma paradossalmente non possiamo trovare gioia e amore senza fiducia.