La paura uccide la mente.- Frank Herbert
La paura uccide la mente.
Il rispetto per la verità è strettamente legato alle basi di tutta la moralità.
I nemici ti rendono più forte, gli alleati ti rendono più debole.
Si ricordò di aver visto, una volta, un fazzoletto di garza gonfiato dal vento, e percepiva il futuro così, il contorcersi di una superficie gonfia e flessibile come quella del fazzoletto.
Una burocrazia pesante che l'elettorato non può toccare, si espande sempre fino ai limiti energetici del sistema.
Arrampicati solo un poco sulla montagna, per vedere se è una montagna. Dalla cima, non potresti vedere se è davvero una montagna.
Non ho paura della morte: è la posta che stabiliamo per giocare al gioco della vita.
Ricordati di spogliare gli avvenimenti dal tumulto che li accompagna e di considerarli nella loro essenza: capirai che in essi non c'è niente di terribile se non la nostra paura.
L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.
Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire.
L'assenza di paura è il primo requisito della spiritualità. I codardi non possono mai essere morali.
La paura e i soldi, si sa, mettono a tacere il cuore.
La paura si impadronisce degli uomini perché essi vedono accadere sulla terra molte cose delle quali non riescono a cogliere la causa e quindi la attribuiscono a una divinità.
Spesso la paura di un male ci conduce a uno peggiore.
Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico.
Esistono paure quante se ne possono inventare.