L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste la vera possibilità di giudizio, ma solo un riflesso.
- Franz Kafka
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Il nostro commento
In questo frammento profondo e riflessivo di Franz Kafka, viene messa in luce una contraddizione fondamentale nella natura umana. La frase afferma che soltanto la persona direttamente coinvolta può avere un giudizio autentico su qualcosa; tuttavia, questa stessa persona non è capace di fare tale valutazione imparziale per l'interesse personale o le emozioni legate alla situazione. Questo doppio vincolo crea una sorta di paradosso che Kafka esplora con la sua solita acutezza filosofica e metaforica.
Kafka sembra suggerire qui un concetto più ampio sulla natura del giudizio nel mondo, spingendo oltre il contesto personale all'analisi sociale. Se l'imparzialità è necessaria per un vero giudizio ma non può essere raggiunta da chiunque sia coinvolto direttamente o indirettamente nelle circostanze in questione, ci si chiede se esista davvero una possibilità di valutazione autentica nel contesto sociale e politico. L'autore introduce l'idea che ogni tentativo umano di giudicare sia un riflesso delle nostre limitazioni intrinseche.
Questi pensieri sottolineano la complessità dell'introspezione individuale come strumento per comprendere il mondo esterno e viceversa. Kafka invita a considerare attentamente le proprie capacità di giudizio non solo nel contesto personale, ma anche in quello sociale ed etico.