La mia droga è il rock and roll, una droga che puoi governare.- Freddie Mercury
La mia droga è il rock and roll, una droga che puoi governare.
La cosa più importante è vivere una vita favolosa, non importa quanto lunga, basta che sia favolosa.
Se devi fare una cosa, falla con stile.
Non porto mai denaro con me, proprio come la Regina Madre. Godo ad essere una troia, e godo ad essere circondato da troie. Sono la prostituta della musica!
Ho questa dura immagine macho che esibisco sul palco, ma anche una componente molto più tenera.
Non sono uno di quelli ossessionati dalla celebrità. Come potrei esserlo? Sono io una celebrità!
Il punk rock è arte. Il punk rock per me significa libertà. L'unico problema che ho avuto con l'etica dei situazionisti del punk rock è il loro totale rifiuto della sacralità. Trovo poche cose sacre come la superiorità del contributo offerto dalle donne e dai neri all'arte.
Se fai rock'n'roll, hai il dovere di vivere alla grande.
L'unico vantaggio di abitare a Hollywood e strimpellare la chitarra è che riesco sempre a entrare ai concerti. Non mi devo neppure preoccupare di comprare il biglietto. Inoltre posso andare dietro le quinte a conoscere i musicisti, bellissimo.
Nel filone del rock ribelle, se il diavolo c'è, trattasi di Lucifero, l'angelo favorito da Dio, il più bello, cacciato per disobbedienza agli ordini, per mancanza di sottomissione.
Il rock intelligente tocca momenti di alta poesia e spiritualità.
Ho iniziato facendo il cantante di un gruppo punk. Poi ho scoperto come la mia passione per la poesia potesse coniugarsi con la musica rock.
Esisteva una maniera di fregare il potente e si chiama Rock 'N Roll. Ma indovinate? Oh no! Il potente ha corrotto anche quello con una cosina di nome MTV!
Mi sveglio la mattina della gara, sento un po' di musica e scelgo un brano. Rock, soprattutto, e dance: non ho preferenze particolari. Adoro la musica.
Si dice che in America tutto è ricco, tutto è nuovo, puoi salire in teleferica sui grattacieli e farti un uovo; io invece cerco il rock'n'roll al bar e nel metrò, cerco una bandiera diversa, senza sangue, sempre tersa.
Era questo che faceva la musica rock, quando esisteva (non oggi, che accompagna le sfilate degli stilisti): dava del tu alla realtà. La prendeva di petto e la metteva in musica e parole, senza attenuanti.