Un modo di farsi un'idea delle miserie dei nostri compatrioti è andare a vedere i loro piaceri.- George Eliot
Un modo di farsi un'idea delle miserie dei nostri compatrioti è andare a vedere i loro piaceri.
Talvolta si prende come cattiva abitudine l'essere infelici.
In ogni separazione c'è un'immagine della morte.
Il fallimento dopo una lunga perseveranza è più grandioso del non aver lottato a lungo abbastanza per essere chiamato fallito.
Le donne più felici, come le più felici nazioni, non hanno storia.
Un pugno è sarcasmo diventato stupido.
Gianni Boncompagni se incontra una donna tipo "Ho trent'anni e non mi sento realizzata" si butta dalla finestra. Lui ha bisogno di compagne che gli dicano: "Porca miseria, domani mi interrogano sulle capitali e non le so". E lui dice: "Dai, ripassiamole insieme".
Credimi: anche la più grande saggezza talvolta ha reso miseri gli uomini.
Nella povertà si confida nel favore della fortuna.
Dal che si vede che, dal fondo della miseria, gli agi e i piaceri della vita, in sé vani e caduchi, possono acquistare un valore spirituale vero e proprio.
Il mondo lotta per il benessere, la Chiesa lotta per la salvezza, anche se tutti e due lavorano insieme per il superamento della miseria.
La povertà non è privazione, è isolamento.
La miseria è la principale cagione, la sorgente inesauribile di tutti i mali della società, voragine spalancata che ne inghiotte ogni virtù.
Si è morti, si dorme il grande sonno e ci se ne fotte di certe miserie.
Coloro che hanno un lavoro lavorano troppo, mentre altri muoiono di fame senza salario.
Là dove si è voluto esasperare ancora di più il capitalismo, facendone un capitalismo di Stato, la miseria è semplicemente spaventosa.