È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri.- Gian Antonio Stella
È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri.
Un uomo dovrebbe, qualunque cosa accada, tenere per la propria casta, razza e discendenza. I bianchi vadano con i bianchi, i negri con i negri.
Il razzismo. È la paura del diverso, la persecuzione dell'estraneo: che sia l'ebreo internato nei campi di concentramento, l'uomo di colore ghettizzato dall'apartheid, o il vu cumprà all'angolo della strada.
Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano.
Lo scopo supremo dello Stato nazionale è quello di conservare quei primordiali elementi di razza che, quali donatori di civiltà, creano la bellezza e la dignità d'un'umanità superiore.
Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri.
I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti.
Il razzismo é una strana malattia che colpisce i bianchi ma fa fuori i neri.
La così detta razza bianca è in realtà rosa-grigio.
Questo deprecabile razzismo da stadio sta rovinando l'immagine di milioni di razzisti per bene.
Il razzismo è l'espressione del cervello umano ridotta ai minimi termini.