È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri.- Gian Antonio Stella
È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri.
A: Mamma, cos'è il razzismo? B: Mangia, o chiamo l'uomo nero.
Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri.
I problemi della razza sono essenzialmente problemi di relazioni umane, e i problemi della razza non sono che una delle tante prove del nostro fallimento nelle relazioni umane.
Finché il colore della pelle di un uomo sarà più importante di quello dei suoi occhi sarà sempre guerra.
Io razzista? Sarà lei che è negro.
Senza una chiara, definitiva, onnipresente coscienza di razza, non si tengono gli imperi.
La così detta razza bianca è in realtà rosa - grigio.
Dicono ai bambini che Gesù era bianco, così come gli apostoli e gli angeli. Il posto in cui vive il presidente si chiama Casa Bianca. Perfino Tarzan è bianco. Ma come? Bianco uno nato e cresciuto nella giungla?
Il razzismo. È la paura del diverso, la persecuzione dell'estraneo: che sia l'ebreo internato nei campi di concentramento, l'uomo di colore ghettizzato dall'apartheid, o il vu cumprà all'angolo della strada.
Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano.