La tristezza del discendere è il prezzo pattuito della gioia del salire.- Giovanni Papini
La tristezza del discendere è il prezzo pattuito della gioia del salire.
Riconoscenza. Non si può pretender troppo dagli uomini. la riconoscenza dei beneficati non può arrivar fino al punto di perdonare ai benefattori.
È finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell'ipocrisia e della pacioseria. I fratelli sono sempre buoni ad ammazzare i fratelli...
Amare i nemici è l'unica via perché non resti sulla terra neanche un nemico.
Abbiamo bisogno di cadaveri per lastricare le strade di tutti i trionfi.
Il progetto non è forse il tè, il caffè, l'oppio, l'haschisch della vita? Non è forse il sostituto, il surrogato, la caparra della realtà?
Se gli amici sono pochi, avrò poca gioia; ma avrò in tal modo anche poca tristezza.
Era così triste che sorrideva con un labbro solo.
Fatica d'amore, tristezza, tu chiami una vita che dentro, profonda, ha nomi di cieli e giardini. E fosse mia carne che dono di male trasforma.
Quando cala il sole penso spesso che darei qualsiasi cosa per scolarmi una bottiglia. È così triste, quando va via il sole.
È necessaria l'infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità... la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.
Si china il giorno e colgo ombre dai cieli: che tristezza il mio cuore di carne!
Ci può essere qualcosa di più triste di una processione di quattro o cinque medici nella stanza di un ammalato?
Bisogna ridere della propria tristezza come ridono gli dèi.
La tristezza è il nostro destino. Ma è per questo che le nostre vite saranno cantate per sempre, da tutti gli uomini che verranno.
Nonostante la vita sia un misto di dolore e tristezza, dobbiamo vivere aspettando la morte.