Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.- Giovanni Pascoli
Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.
Per la poesia la giovinezza non basta: la fanciullezza ci vuole!
Il dolore del poeta è di così mirabile natura che anche quando il suono ne è triste, l'eco ne è dolce.
Oh! Come è necessaria l'imperfezione per essere perfetti!
Nascondi le cose lontane, tu nebbia impalpabile e scialba, tu fumo che ancora rampolli, su l'alba, da' lampi notturni e da' crolli d'aeree frane!
Manina chiusa, che nel sonno grande stringi qualcosa, dimmi cosa ci hai! Cosa ci ha? cosa ci ha? Vane domande: quello che stringe, niuno saprà mai.
Sapere che sarà pessima l'opera che mai si farà. Peggiore, tuttavia, sarà quella che non si farà mai.
Lo stato deve fare le cose utili, l'individuo le cose belle.
Il fare è il miglior modo d'imparare.
Fare due cose alla volta equivale a non fare niente.
Si fa secondo ciò che si è.
Fare, fare. Fare per fare, senza vedere neppure quello che fate, perché lo fate. E la giornata è passata.
Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.
Fate le cose nel modo più semplice possibile, ma senza semplificare.
Chi può fare e fa, non ha né tempo né voglia di troppo criticare ciò che fanno gli altri.
Meglio non fare niente che fare qualunque cosa.