Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.- Giovanni Pascoli
Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.
Il mistero, nella vita, è grande, e il meglio che ci sia da fare, è quello di stare stretti più che si possa agli altri, cui il medesimo mistero affanna e spaura.
La poesia, costretta a essere poesia sociale, poesia civile, poesia patriottica, intristisce sui libri, avvizzisce nell'aria chiusa della scuola, e finalmente ammala di retorica, e muore. E noi di questa pseudopoesia ne abbiamo tanta.
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!
Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.
Chi può fare e fa, non ha né tempo né voglia di troppo criticare ciò che fanno gli altri.
Non poter fare molto bene non dev'essere una scusa por non fare quel tanto bene che si può.
Quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa tutti gli altri.
Non chiederti che cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese.
Risolviti a fare ciò che dovresti e fai senza eccezione ciò che hai stabilito.
È purtroppo vero, chi vuol figurare nel mondo, conviene che faccia quello che fanno gli altri.
Fai sempre qualcosa che valga la pena ricordare.
Fate le cose nel modo più semplice possibile, ma senza semplificare.
Non fare niente nella vita che ti farà temere che il tuo vicino se ne accorga.
Se si sa esattamente che cosa si farà, perché farlo?