Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.- Giovanni Pascoli
Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume.
È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi.
Il poco è molto a chi non ha che il poco.
I poeti hanno abbellito agli occhi, alla memoria, al pensiero degli uomini, la terra, il mare, il cielo, l'amore, il dolore, la virtù; e gli uomini non sanno il loro nome.
Il poeta, se è e quando è veramente poeta, cioè tale che significhi solo ciò che il fanciullo detta dentro, riesce perciò ispiratore di buoni e civili costumi, d'amor patrio e familiare e umano.
Ci sono persone che, quanto più si fa per loro, meno fanno per se stesse.
Fai sempre quel che hai paura di fare.
Nulla è fatto finché vi rimane qualche cosa da fare.
Fare significa dimostrare che lo sai.
Sapere che sarà pessima l'opera che mai si farà. Peggiore, tuttavia, sarà quella che non si farà mai.
Anche se ciò che puoi fare è soltanto una piccola goccia nel mare, può darsi che sia proprio quella a dare significato alla tua esistenza.
Lo stato deve fare le cose utili, l'individuo le cose belle.
Non basta fare le cose buone; bisogna anche farle bene.
Per fare ciò che si vuole bisogna nascere re o stupidi.
È meglio fare e pentere che starsi e pentirsi.