I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro.- Giulio Andreotti
I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro.
Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.
In politica i tempi del sole e della pioggia sono rapidamente cangianti.
La stabilità è l'obiettivo naturale per ogni espressione di potere politico ed è una finalità indispensabile per una nazione che ha conosciuto cinquanta anni fa le conseguenze nefaste di un periodo di estrema debolezza governativa, crisaiola e poco concludente.
L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Nuvolari è bruno di colore Nuvolari ha la maschera tagliente Nuvolari ha la bocca sempre chiusa di morire non gli importa niente Corre se piove, corre dentro al sole tre più tre per lui fa sempre sette Con l'Alfa rossa fa quello che vuole dentro al fuoco di cento saette!
Quando ho visto per la prima volta nel 1952 i pescatori di perle yemeniti nel Mar Rosso ho capito che per fare film sul mare bisognava parlare dell'uomo.
Quella parte di immagine che gli altri chiamano rosso a me appare poco più come un ombra o un difetto della luce. Mentre l'arancione, il giallo e il verde sembrano tutte diverse sfumature di giallo dal più intenso al più tenue.
Il dipingere è meraviglioso, rende più allegri e più pazienti. Dopo non si hanno le dita nere come quando si scrive, ma rosse e blu.
E ricoprir di terra una piantina verde sperando possa nascere un giorno una rosa rossa.
Noi non sopportiamo che un toro si comporti davanti al panno rosso come una vacca.
Se c'era invidia tra noi modelle non mi riguardava. Ero l'unica coi capelli rossi: avevo un mercato mio.
Un valzer di vento e di paglia, la morte contadina, che risale le risaie fa il verso delle rane e puntuale arriva sulle aie bianche, come le falciatrici a cottimo.
Così era stata tutta la mia vita, come quelle labbra rigide, così era stato quel poco di felicità e di amore che avevo goduto: un po' di rosso dipinto sul volto di una morta.
Deh per le guance eburnee Che di rossor tingesti, Per gli occhi tuoi deh piacciati Voler che teco io resti. Io di virtudi amabili Sarò custode e padre ; E tu d'Amor, bellissima, Ti chiamerai la madre.