Le vittorie sui nemici meritano inni, quelle sui propri fratelli e amici canti funebri.- Gorgia
Le vittorie sui nemici meritano inni, quelle sui propri fratelli e amici canti funebri.
Non la bellezza, ma la buona reputazione della donna deve essere nota a molti.
Gli oratori sono simili alle rane: queste, infatti, gracidano nell'acqua; quelli presso la clessidra del tribunale.
Dalla virtù e non dalla malvagità vengono gli onori.
Il fascino divino che avviene per mezzo della parola è generatore di piacere e liberatore dal dolore. La forza dell'incantesimo, accompagnandosi all'opinione dell'anima, la seduce e la persuade e la trasforma per mezzo del suo incanto.
Il momento della vittoria è troppo breve perché si debba vivere per quello e per nient'altro.
La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Non c'è nessun metodo che garantisca la vittoria: ci sono solo errori da non commettere.
Può essere un eroe sia quello che trionfa sia quello che soccombe, ma mai quello che abbandona il combattimento.
La guerra genera la guerra e la vittoria la sconfitta.
Quando stacchi tutti e arrivi da solo, la vittoria ha il sapore del trionfo.
Con il talento si vincono le partite, ma è solo con il gioco di squadra che si vincono i campionati.
Chi trasforma le proprie paure in alleati comincia d'un tratto a procedere di vittoria in vittoria.
È un gioco il nostro, un gioco. È importante non prendere troppo sul serio la partita, perché così si rischia di perderla. Dobbiamo mantenerci flessibili, ma naturalmente è importante che si giochi tutti allo stesso gioco.
Una volta che ascolti i dettagli della vittoria, è difficile distinguerla dalla sconfitta.