Possibile che non si possa vivere senza far male agli innocenti?- Grazia Deledda
Possibile che non si possa vivere senza far male agli innocenti?
Da una muraglia nera una finestra azzurra vuota come l'occhio stesso del passato guarda il panorama melanconico roseo di sole nascente.
Mutiamo tutti, da un giorno all'altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano.
Era un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa.
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo.
La gente ha una grande opinione sui vantaggi dell'esperienza. Ma sotto un certo profilo, esperienza significa sempre qualcosa di spiacevole, in contrasto con il fascino e l'innocenza delle illusioni.
L'innocenza non è qualcosa che si conserva, è soprattutto qualcosa che si riconquista.
Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.
L'antichità si presenta a noi rivestita di tanta innocenza unicamente per il fatto che essa non conobbe il cristianesimo.
Per capir bene le parole sacre bisogna trovarsi in stato d'innocenza; anche allora però esse possono rimanere misteriose.
L'innocenza è eloquente.
Un'anima umana, nell'età dell'innocenza, è sempre rispettabile.
Doppio come l'innocenza, se fosse Abele sarebbe Caino, antidoto senza veleno e alibi senza assassino. Perdonami se sto lontano, e cercami vicino.
Niente assomiglia tanto all'innocenza quanto l'avventatezza.
Vivete in modo innocente, Dio è qui.