L'innocenza non è qualcosa che si conserva, è soprattutto qualcosa che si riconquista.- Ermes Ronchi
L'innocenza non è qualcosa che si conserva, è soprattutto qualcosa che si riconquista.
Mi domando: qual è stata la gioia più bella che io ho provato nella mia vita? E credo che la risposta sia: quando sono riuscito a fare felice qualcuno. Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata sul volto dell'altro.
Se la Chiesa non è accogliente, non è Chiesa. Se io non ti accolgo, mi metto fuori dalla comunione. La comunione è rotta da chi non accoglie e non certo da chi non è accolto.
Mentre tutta la nostra storia sembra avanzare per esclusioni, separazioni, barriere, per deportazioni di nemici, il Regno di Dio è il sogno di un amore che non esclude nessuno.
L'ideale di Dio è l'uomo.
Per un uomo, ci sono pochi modi più innocenti di tenersi occupato che quello di far soldi.
Un'anima umana, nell'età dell'innocenza, è sempre rispettabile.
È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.
Bene e male, peccato e innocenza, attraversano il mondo tenendosi per mano. Chiudere gli occhi di fronte a metà della vita per vivere in tranquillità è come accecarsi per camminare con maggior sicurezza in una landa disseminata di burroni e precipizi.
La gente ha una grande opinione sui vantaggi dell'esperienza. Ma sotto un certo profilo, esperienza significa sempre qualcosa di spiacevole, in contrasto con il fascino e l'innocenza delle illusioni.
Se vuoi vivere in innocenza, cerca la solitudine.
È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire.
Ammettiamo che sei la purezza, che sei la spontaneità. Ma che diavolo vuol dire essere proprio sinceri? Hai sentito che ha detto il falcaccio: è ora di farla finita coi simboli, il richiamo della purezza, l'innocenza, l'evasione. Allora che vuoi?
L'unica innocenza possibile all'uomo è di sentirsi colpevole.
L'ignoranza non è innocenza, ma peccato.