È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.- Voltaire
È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.
Ci sono, tra noi, dei ciechi, dei guerci, degli strabici, dei presbiti, dei miopi, uomini dalla vista acuta o confusa, o debole o instancabile. Tutto questo è un'immagine abbastanza fedele del nostro intelletto.
La storia non è altro che un quadro di delitti e di sventure.
È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.
Di tutte le scienze, la più assurda, la più capace di soffocare ogni specie di genio, è la geometria.
"Conosci te stesso" è un ottimo precetto, ma sta soltanto a Dio il metterlo in pratica: chi altri se non Lui può conoscere la propria essenza?
Una moglie crede volentieri nell'innocenza del marito.
L'antichità si presenta a noi rivestita di tanta innocenza unicamente per il fatto che essa non conobbe il cristianesimo.
Si tenga lontano come la peste l'opinione di taluno che vorrebbe differire la prima comunione a un'età troppo inoltrata, quando per lo più il demonio ha preso possesso del cuore di un giovanetto a danno incalcolabile della sua innocenza.
Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.
I bambini sono la voce dell'innocenza che fa bene a tutti.
L'uomo preferisce discolparsi con la colpa altrui piuttosto che con la propria innocenza.
Per un uomo, ci sono pochi modi più innocenti di tenersi occupato che quello di far soldi.
Essere al centro di un film è un peso che si assume con innocenza la prima volta. In seguito, lo si prende con trepidazione.
Le vittime suggeriscono innocenza. E l'innocenza, per mezzo di una logica inflessibile che regola tutte le relazioni dei termini, suggerisce colpa.