Quando urla, come la voce, il cuore diventa rauco.- Gustave Flaubert
Quando urla, come la voce, il cuore diventa rauco.
L'estate è una stagione che si presta alla commedia. Perché? Non lo so. Ma lo è.
Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
Orizzonte. Trovare sempre belli quelli della natura e cupi quelli della politica.
Bilancio. Mai in equilibrio.
Vorrei il bello nell'infinito, invece vi trovo soltanto il dubbio.
La mia voce è la volontà di Dio,non la mia.
La mia voce ha avuto una lunga, ininterrotta carriera. Merita di essere messa a riposo con silenzio e dignità, non strapazzata di tanto in tanto per vedere se può ancora fare ciò che era solita fare. Non può.
Dio mi ha dato una voce per cantare, e quando si ha questo non serve nessun altro trucco.
Il silenzio è la voce di un altro alfabeto che ci parla dentro.
Se il timbro è la pelle della voce, il tono è la sua carne emozionata.
La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta dalla sottile voce della coscienza.
La percentuale di incidenza della dote naturale è molto bassa. Per cantare ci vuole anche la voce, ma è l'uso che se ne fa quello che conta.
La voce smaschera gli intenti, i gesti bassi.
Era il tipo di voce che le orecchie seguono come se ogni parola fosse un arrangiamento di note che non verrà mai più suonato.
In verità noi parliamo solo a noi stessi, ma talvolta lo facciamo a voce abbastanza alta perché gli altri ci possano udire.