Il criterio della verità è la bellezza.- Hans Urs von Balthasar
Il criterio della verità è la bellezza.
Le cose che interessano Dio nella nostra obbedienza non sono quelle che ci sembrano facili, ma quelle che ci costano. Dio sottopone l'uomo a prove di carico, come un ingegnere con un ponte appena costruito.
Se nella Chiesa la vita di castità, nell'imitazione di Gesù, ma anche di Maria, diviene un dono di grazia, ciò resta oltre ogni dubbio legato con i dolori propri di una gravidanza.
Il sacerdozio universale dei fedeli, con Maria in quanto fondamento ed archetipo, fonda lo sfondo e la condizione del sacerdozio ministeriale.
Ogni vera fecondità della vita procede dalla irrevocabilità.
Secondo la parola di Paolo è la donna la gloria dell'uomo.
La bellezza non è qualcosa per cui si gareggia: ciascuno ha qualcosa di bello da scoprire; l'attenzione è la chiave della scoperta.
Per le donne la bellezza è quello che per gli uomini è il denaro: potenza.
La grazia è la bellezza in movimento.
E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall'uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto.
È stata la bellezza che ha sconfitto la bestia.
Era bella come la moglie di un altro.
La pigrizia è la ruggine della bellezza, la distrazione è la ruggine del guardiano.
Con il tempo, il bello diventa meno bello e il brutto meno brutto. Bellezza e bruttezza, infatti, sono caratteristiche dei primi approcci; poi tendono ad avvicinarsi.
Platone descriveva l'incontro con la bellezza come un corto circuito che ci proietta fuori dal nostro quotidiano, una scossa anche dolorosa di saudade che squarcia il solito orizzonte e ci spinge a desiderare qualcosa che non conosciamo ma di cui misteriosamente abbiamo bisogno.
Bellezza, dono di un giorno che il cielo ci invidia.