Chi nella vita non fu mai folle, non fu mai savio.- Heinrich Heine
Chi nella vita non fu mai folle, non fu mai savio.
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
Che cos'è il piacere, se non un dolore straordinariamente dolce.
Gli avvocati, questi girarrosti delle leggi che, a forza di girarle e rigirarle, finiscono per cavarne un arrosto per loro.
Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.
È il genio, come una perla nell'ostrica, solo una splendida malattia?
La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia.
Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
In un'epoca di pazzia, credersi immuni dalla pazzia è una forma di pazzia.
A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l'unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia.
Forse la follia è soltanto un dispiacere che abbia smesso di evolversi.
Se il matto persistesse nella sua follia, andrebbe incontro alla saggezza.
Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?
L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
Il culmine della follia non è forse pensare che l'essere è il nulla? E "nichilismo" non è forse, innanzitutto, pensare che l'essere è nulla?
La follia è molto rara negli individui, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.