La gloria è il sole dei morti.- Honoré de Balzac
La gloria è il sole dei morti.
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
Lo schiavo ha la propria vanità, non vuole obbedire che al più grande dei despoti.
L'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.
Il ricatto è uno dei più vili assassini. E ai miei occhi un delitto d'una scellerataggine più profonda dell'omicidio.
Il principio della vita elegante è un alto pensiero d'ordine e d'armonia, destinato a trasmettere poesia alle cose.
Il sole guarda, dona a ogni spiga il tesoro della luce, del suo calore. Il seme nei freschi astucci s'intiepidisce, e già sogna, cullato nel moto della spiga, l'oro dei campi futuri.
Se non ci fosse il sole per gli altri astri sarebbe notte.
Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.
Il sole è buono per chi lo piglia da fermo, sdraiato. Per chi lo porta sulla schiena da prima luce fino a sera, il sole è un sacco di carbone.
Mentre per l'uomo comune il proprio patrimonio conoscitivo è la lanterna che illumina la strada, per l'uomo geniale è il sole che rivela il mondo.
È ben nota la pretesa di avere un posto al sole. Meno noto è che il sole tramonta appena il posto è raggiunto.
Pioggia e sole abbaiano e mordono, ma lasciano il tempo che trovano.
Il sole splende anche sui malvagi.
Sì, l'uomo è un sole che tutto vede e tutto trasfigura, quando ama; e se non ama è solo un'oscura dimora, ove arde un piccolo lume fumoso.
La terra ha ricevuto l'abraccio del sole e noi vedremo i risultati di questo amore.