Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.- Jo Nesbø
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
La vita era un processo di distruzione, la disintegrazione di qualcosa che all'inizio è perfetto.
Nessuno è come sembra, e quasi tutto, a parte il tradimento vero e proprio, è menzogna e inganno. E il giorno in cui scopriamo che neanche noi siamo diversi, è il giorno in cui ci viene meno la voglia di vivere.
Crediamo perché vogliamo credere. Agli dèi perché placano la paura della morte. All'amore perché fa sembrare la vita piú bella.
Esiste solo una cosa più vuota di una vita senza amore, ed è una vita senza dolore.
Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.
La morte s'avvicina, e il suo rumore: Fratello, Amico, Ombra, cosa importa? È la morte la nostra unica porta per uscire da un mondo dove tutto muore.
Il romanzo è per sua natura del «rumore», rumore intorno a qualche cosa.
Fra i rumori della folla ce ne stiamo noi due, felici di essere insieme, parlando piano, forse nemmeno una parola.
Babbo c'è un assassino non lo fare bussare Babbo c'è un indovino non lo fare parlare Babbo c'è un imbianchino vestito di nuovo c'è la pelle di un vecchio serpente appena uscita da un uovo e c'è un forte rumore di niente.
Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
Tuttavia le persone felici a questo mondo fanno un rumore di calamità.
Rumore. Un puzzo che disturba l'orecchio ovvero una musica non addomesticata. È comunque il prodotto principale e il segno distintivo della nostra civiltà.
Il chiasso è la più impertinente di tutte le interruzioni, poiché interrompe, anzi perfino spezza i nostri pensieri. Ma dove non vi è nulla da interrompere, il chiasso non sarà avvertito in modo particolare.
Se non avete mai sentito una lucidatrice, un aspirapolvere, un battitappeto, una lavapiatti e una lavabiancheria tutti contemporaneamente in azione, non sapete che cos'è l'inferno.
Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.