Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.- Jo Nesbø
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.
Le storie interessanti non parlano mai dei successi continui, ma piuttosto delle sconfitte spettacolari.
La vita era un processo di distruzione, la disintegrazione di qualcosa che all'inizio è perfetto.
Se ogni neonato era un miracolo di perfezione, la vita non era altro che un processo distruttivo.
Il chiasso è la più impertinente di tutte le interruzioni, poiché interrompe, anzi perfino spezza i nostri pensieri. Ma dove non vi è nulla da interrompere, il chiasso non sarà avvertito in modo particolare.
Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza fare rumore.
Anche quando non dico niente, fa rumore.
Ogni musica che non dipinge nulla è un rumore.
Il vero rumore è l'eco che le cose hanno in noi.
Più informazioni si danno, più le persone che le ricevono formulano ipotesi lungo il percorso e peggiori risultati ottengono. Vedono più rumore casuale e lo scambiano per informazione.
Il romanzo è per sua natura del «rumore», rumore intorno a qualche cosa.
Di tutti i rumori, io penso che la musica sia la meno sgradevole.
La pennica è sacra: un'ora e mezza a letto ogni giorno dopo pranzo. Sto disteso e godo nel sentire i clacson in lontananza. Quelli della gente che sta in macchina, in coda, suda, si affanna. Io ridacchio fra me e me e penso: ma 'ndo annate?
Wemmick era alla sua scrivania e stava mangiando - e masticando rumorosamente - un biscotto duro e secco, di cui buttava ogni tanto dei pezzetti nella fessura della bocca, come se li stesse imbucando.