Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.- Jo Nesbø
Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.
Cercava sempre di concedere agli altri una seconda possibilità di finire sul suo libro nero.
Quando si comincia a pensare con la propria testa, si resta subito soli.
La vita era un processo di distruzione, la disintegrazione di qualcosa che all'inizio è perfetto.
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Dobbiamo saper accettare le cose umili e oscure di tutti i giorni: diventano irritanti solo se non sono capite.
Il mistero più grande non è che noi siamo stati scagliati a caso tra la profusione della materia e le stelle ma che dentro questa prigione noi possiamo tracciare da noi stessi immagini abbastanza potenti da negare la nostra nullità.
Lo scopo della vita è un mistero: dunque, il modo di raggiungerlo è nascosto agli occhi delle creature viventi.
Se l'uomo da sempre ha sentito il bisogno della religione, è perché si ritrova circondato, assediato, quasi oppresso, dal mistero della vita, che lo affascina e che insieme lo angoscia.
Il mistero non si può comprendre... si può solo accettare.
La burocrazia sta alla politica come il mistero alla religione.
Il futuro è un tempo nel quale dorme l'ignoto. Non vorrei che quell'ignoto mi tirasse lo sgambetto perciò non tengo sogni nel cassetto.
Solo dall'oscurità può emergere la luce piena, per cui solo ciò che amo profondamente mi appare colmo di lati oscuri.
La vita con Steve è come un salto nel vuoto. Non sai mai se cadrai in piedi o sbatterai la faccia a terra.
Ogni creatura umana è composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero.