Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.- Jo Nesbø
Avere paura di quello che non si conosce è una reazione naturale, e chi non ce l'ha non vive a lungo.
Le storie interessanti non parlano mai dei successi continui, ma piuttosto delle sconfitte spettacolari.
Quando si comincia a pensare con la propria testa, si resta subito soli.
Il subconscio è controllato dall'istinto di sopravvivenza e perciò spesso è piú razionale del pensiero cosciente.
Crediamo perché vogliamo credere. Agli dèi perché placano la paura della morte. All'amore perché fa sembrare la vita piú bella.
Era il silenzio. Era il rumore che non c'era a essere sbagliato.
Le ragazzine pensano che sia necessario mettere tutte le loro attività su MySpace e Facebook, penso che sia un peccato... io sono tutta per il mistero.
Il mistero della morte è il mistero fondamentale di ogni religione, essendo il mistero fondamentale della nostra stessa esistenza.
L'uomo sente bisogno di ciò che non sa, e non può far uso di quello che sa.
Il domandarsi tace solo di fronte all'amore: "Perché amare?" è l'unica domanda impossibile. L'amore non è mistero, ma luogo in cui il mistero si dissolve.
Ora arriva il mistero.
L'ingrediente necessario all'amore è il mistero, la segretezza.
Forse per poter capire l'umanità, dobbiamo guardare alla parola stessa. Umanità. Sostanzialmente, è composta da due parole - 'uma' e 'nità'. Cosa significano queste due parole? È un mistero, ed ecco perché lo è anche l'umanità.
Il mistero svelato è svilito.
L'uomo abita sulla riva del mare infinito del mistero.
L'incanto della bellezza è basato sul suo mistero; se disfiamo la sottile trama che collega i suoi elementi, si evapora tutta l'essenza.