Vorrei ringraziare il buon Dio per avermi fatto Yankee.- Joe DiMaggio
Vorrei ringraziare il buon Dio per avermi fatto Yankee.
Sono solo un giocatore di baseball con una sola ambizione: quella di dare tutto quello che posso per aiutare la mia squadra a vincere. Non ho mai giocato in nessun altro modo.
Mettere a segno una battuta vincente, diventa più importante di mangiare, bere o dormire.
Tra i monumenti della città ideale non dovrebbe mancare quello che il lettore ignoto ha dedicato all'autore senza nome come segno di gratitudine per il genio che gli venne in aiuto nella sua ricerca di una seconda e più leggera esistenza.
Volevo ringraziare un miliardo di cinesi, che mi seguono da centodieci repliche. E non è il problema di trovare teatri grandi, quanto il giro di pullman che ci sarà domani a Ferrara.
Resistendo a quelle carezze perché vi sentiva una gratitudine di cui non avrebbe sopportate le parole.
Oggi non si insegna più a dire grazie. Viene preso per scontato il ricevere un regalo o una gentilezza.
La memoria dei beni fatti, appresso l'ingratitudine, è fragile.
L'ingratitudine più odiosa, ma più antica e più comune di tutte, è quella dei figli verso i loro genitori.
La gratitudine non è soltanto la principale virtù, ma anche la madre di tutte le altre.
Dove men si sa, più si sospetta.
Quanto è più crudele del morso di un serpente l'ingratitudine di un figlio.
Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.