La fama non è pianta che cresca su suolo mortale.- John Milton
La fama non è pianta che cresca su suolo mortale.
Esser cieco non è triste; esser cieco ma non essere capace di sopportare la cecità, questo è triste.
La mente è un suo proprio luogo e in se stessa può fare un paradiso dall'inferno o un inferno dal paradiso.
Così addio speranza, e con la speranza, paura addio, Addio rimorso: ogni bene a me è perduto: Male, sii tu il mio bene.
Meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso.
Vieni, uniamo le mani, e calpestiamo il suolo in un leggero fantastico volo.
Non importa se i tuoi scritti saranno pubblicati o no. È meglio un fascio di fogli sui quali ti sei sforzato per qualcosa per cui valeva la pena di lottare, che un racconto in ogni rivista e la fama internazionale.
Diventare famosi è la cosa che più si avvicina all'immortalità.
Io reputo che la fama degli scrittori ottimi soglia essere effetto del caso più che dei meriti loro.
La fama è come un flauto ove soffiamo sospetti, gelosie, congetture, e di uso così facile e semplice che la moltitudine, quello stupido mostro dalle innumerevoli teste, sempre discorde e ondeggiante, può facilmente suonarlo.
Io non mi sento per niente vittima, ho tentato di cavalcare tutte le emozioni che mi ha portato la fama iniziale.
La cosa bella dell'essere famosi è che quando annoi le persone, queste pensano che sia colpa loro.
E' cosa nota che la fama di molti predecessori è spesso causa di errori in molti successori.
Tu sei per me la porta del Paradiso. Per te rinuncerei alla fama, al genio, ad ogni cosa.
Nessuna cosa è da temere quanto la sozza fama. Questa sozza fama è nata da' vizi.
Forse sono narciso, ma è una cosa che riesco a gestire. Ho sempre avuto la consapevolezza che è lei , non sono io, la matrice della fama.