Mi sentivo più felice quando dormivo che da sveglio. Facevo sogni bellissimi.- Jonathan Coe
Mi sentivo più felice quando dormivo che da sveglio. Facevo sogni bellissimi.
Quella condizione di vulnerabilità del cuore in cui anche i dettagli più minuti e banali assumono un carattere luminoso, trasfigurante.
Non c'è niente che si possa dire di una felicità perfetta, impeccabile e senza ombre; niente, salvo la certezza che dovrà finire.
Il linguaggio è un traditore, un agente segreto doppiogiochista che scivola inavvertito tra un confine e l'altro nel cuore della notte.
Le case dei vecchi hanno un odore particolare. Niente di poco pulito, voglio dire, soltanto che spesso si sente l'odore dei ricordi, di porte rimaste chiuse per molto tempo, una sorta d'intimità pesante e nostalgica, che può risultare soffocante e opprimente.
Fa bene lasciarsi se prima contiamo i danni ma prima di addormentarti i sogni non te li programmi.
Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia. Mi svegliai e vidi che la vita non era che servizio. Servii e compresi che nel servizio c'era la gioia.
Il mondo in cui si vive durante il sonno è talmente diverso, che quelli che faticano a prender sonno cercano prima di tutto di uscire dal nostro.
Qualche volta, al mattino, ho l'impressione che il letto non voglia che mi alzi.
Il sonno è il fratello gemello della morte.
Poter addormentarsi quando si è stanchi e poter deporre un peso che si è portato per tanto tempo, è una delizia, è un fatto meraviglioso.
Presto a letto e presto alzato fan l'uomo sano, ricco e assennato.
Quando non sai che pesci pigliare, è il momento di fare un sonnellino.
Riposa Zion, dormi una notte tranquilla.
Sono totalmente contrario all'idea secondo cui alzarsi presto è moralmente buono e restarsene a letto moralmente cattivo.