Era così triste che sorrideva con un labbro solo.- Jules Renard
Era così triste che sorrideva con un labbro solo.
Ogni anno, un difetto in più. Ecco il nostro solo progresso.
Non siamo capaci di capire meglio la vita a quaranta anni che a venti, ma almeno lo sappiamo e lo ammettiamo.
Il progetto è il brogliaccio del futuro. A volte servono al futuro centinaia di brogliacci.
Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.
Cosa ci salverà? La fede? Io non voglio avere la fede e non ci tengo ad essere salvato.
Nonostante la vita sia un misto di dolore e tristezza, dobbiamo vivere aspettando la morte.
La tristezza è la malinconia che ha perso la speranza.
Se gli amici sono pochi, avrò poca gioia; ma avrò in tal modo anche poca tristezza.
Non c'è tristezza che, camminando, non si attenui e lentamente si sciolga.
Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a piangere sulla propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.
Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
Nulla è più triste che il trovarsi in una casa dove le persone e le cose che dovrebbero essere le più intime ci sono quasi sconosciute.
Devo essere felice o morire, perché la mia condizione terrena è piena di una tristezza insostenibile e io do la colpa a Dio anziché a me stesso.
Quando cala il sole penso spesso che darei qualsiasi cosa per scolarmi una bottiglia. È così triste, quando va via il sole.
Questa è la tristezza connessa ad ogni vita finita. Essa però non arriva mai a realizzarsi, e serve soltanto all'eterna gioia del trionfo. Donde il velo di tristezza, che si stende su tutta la natura, la profonda, insopprimibile malinconia di ogni vita.