Il lavoro pensa, la pigrizia sogna.- Jules Renard
Il lavoro pensa, la pigrizia sogna.
Si hanno vent'anni dai quindici ai trent'anni.
La letteratura è un mestiere nel quale bisogna sempre ricominciare da capo a dimostrare che si ha del talento a della gente che non ne ha.
Quando non si ha più nulla su cui contare, bisogna contare su tutto.
Alcuni uomini alzano gli occhi al cielo ma vedono solo i ragni del soffitto.
L'ideale della calma è in un gatto seduto.
La pigrizia è il rifiuto di fare non soltanto ciò che annoia, ma anche quella moltitudine di atti che senza essere, a rigore, noiosi, sono tutti inutili.
La mediocrità di spirito e la pigrizia producono più filosofi che non la riflessione.
La pigrizia porta ad adagiarsi nell'abitudine, che vuol dire intorpidimento della curiosità critica e sclerosi della umana sensibilità.
La principale attrattiva del servizio militare è consistita e consisterà in questa obbligata e irreprensibile pigrizia.
Se sei un pigro, non essere un solitario. Se sei un solitario, non essere un pigro.
La pigrizia non è altro che l'abitudine di riposarsi prima di essere stanchi.
Un pigro! Ma è un titolo, una missione, è tutta una carriera. Non prendetela a scherzo, è così.
La pigrizia prende spesso in prestito il nome di riposo.
Dittatore benevolo? No, sono solo pigro.
Il racconto è il romanzo di un pigro.