La più grande ragione del dipingere è che non c'è ragione di dipingere.- Keith Haring
La più grande ragione del dipingere è che non c'è ragione di dipingere.
Penso che si debbano controllare i materiali in modo misurato, ma è importante lasciare che essi abbiano una sorta di vita propria; come la naturale forza di gravità, se dipingi un muro la pittura gocciola; non c'è motivo di combatterla.
I miei disegni potrebbero essere disegnati su qualsiasi supporto o materiale, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios. I miei disegni vogliono attivare una superficie e diffondere energia. E trasformare una superficie neutra, anonima, dandole una personalità.
L'arte celebra l'uomo, non lo manipola.
L'atto della creazione è una sorta di rituale. Le origini dell'arte e dell'umanità giacciono nascoste in questa misteriosa creazione. La creatività umana riconferma e mistifica la potenza della vita.
Quel pittore che non dubita poco acquista. Quando l'opera supera il giudizio dell'operatore, esso operante poco acquista. E quando il giudizio supera l'opera, essa opera mai finisce di migliorare, se l'avarizia non l'impedisce.
Il pittore che ritrae per pratica e giudizio d'occhio sanza ragione è come lo specchio, che in sé imita tutte le a sé contrapposte cose, sanza cognizione d'esse.
Se dovessi scegliere a chi fare dipingere un mio ritratto sceglierei Botero: così non dovrei preoccuparmi delle mie cosce.
Chi vede correttamente la figura umana? Il fotografo, lo specchio, o il pittore?
Perché in casa mia non ci sono appesi miei dipinti? È perché non posso permettermeli.
Non mi interessa dipingere ritratti al chiuso. Non riesco a sentirmi a mio agio.
La pittura è un jeu d'esprit.
Dire al pittore che la natura va presa com'è, è come dire al pianista che può sedersi sul pianoforte.
Si può dipingere ogni cosa, basta soltanto vederla.
Non c'è niente di più difficile per un pittore veramente creativo del dipingere una rosa, perché prima di tutto deve dimenticare tutte le altre rose che sono state dipinte.